C’è una invisibile barriera tra te e i tuoi dipendenti e collaboratori. Quella barriera è fatta di reputazione, di standard da mantenere, di distanze che non vanno colmate per evitare che ci si approfitti l’uno dell’altro e che si molli la presa e la concentrazione.
Sappiamo tutti bene quanto essere degli amiconi con i propri dipendenti e collaboratori sia controproducente, perché poi tutti ci si sente autorizzati a comportarsi senza rispetto e autocontrollo.
Qual è il rischio però? La deumanizzazione. Trattare i dipendenti come delle macchine e pretendere che lavorino e producano costantemente come se la loro sfera emotiva e le vicende della loro vita non importassero minimamente.
Si arriva allora al micromanagement, a una leadership tossica, al pregiudizio verso il personale e a tutta una serie di situazioni sgradevoli, che subito magari portano a una maggiore produttività ma che sul lungo termine fanno perdere la fiducia nel direttivo.
In questi tempi in cui il lavoro a distanza ha preso così piede, si sta verificando una fuga dagli ambienti di lavoro e la mia opinione è che una delle ragioni sia l’eccessiva tossicità di alcuni stili di leadership basati sulle forzature.
È arrivato il momento per tutti di farsi un esame di coscienza e di riconsiderare l’essere umano come risorsa e non come bestia da soma.
La pressione che si mette sul personale ci si ritorce sempre contro in un modo o nell’altro e si perde la possibilità di provare piacere nello svolgere il ruolo di leader.
Dirigere può essere un piacere, perché vivere può essere un piacere.
L’esterno non lo si può cambiare ma l’interno sì, ed è proprio questa la direzione in cui puntare. Non possiamo pretendere che siano i collaboratori a renderci facile dirigere ma possiamo fare in modo, con il nostro approccio, di rendergli più facile vivere la loro vita lavorativa. Dobbiamo ricucire lo strappo tra vita privata e vita lavorativa, tra lavoro e umanità, tra dovere e leggerezza.
Vedo sempre articoli, sul web, che parlano di grandi aziende, soprattutto negli USA, dove si sperimentano modelli di leadership basati sulla fiducia, dove è il dipendente a decidere gli orari e le modalità del suo lavoro.
Vedo questi begli esempi e sotto questi bei commenti, grandi applausi e apprezzamenti, e mi chiedo quando la finiremo in questo bellissimo Paese di apparire mecenati ma poi continuare a comportarci da sceriffi e padroncini.
Un nuovo modo di fare impresa c’è ed è basato sulla fiducia. Se ti impegnerai davvero per conoscere le tue risorse e dare loro il giusto valore, la tua impresa passerà alla storia e il prossimo articolo su LinkedIn condiviso e ricondiviso dagli utenti sarà dedicato a te.
Cambia oggi il mondo del lavoro e abbraccia i bisogni della tua squadra come quelli della tua famiglia. Ritrova il piacere del comando e porta in vita un nuovo modo di pensare al lavoro. La chiave sei tu!
Contattaci! Molla le redini e libererai il vero potenziale della tua squadra!
Commenti recenti