Riunioni su riunioni… dove tutti sbadigliano e controllano compulsivamente le notifiche; discorsi motivazionali che richiedono sforzi enormi per la preparazione… finiti per entrare da un orecchio ed uscire dall’altro; mission aziendale perfetta… calpestata quotidianamente dalla decadenza e dal lassismo di certi elementi.

A volte gestire la propria squadra può diventare veramente un incubo e può farci perdere quel brio e quell’entusiasmo che avevamo un tempo ma che hanno cominciato a sgretolarsi, minati dallo scontro faccia a faccia con la realtà delle persone, sempre attente all’orologio ma mai a chiedere se c’è bisogno di una mano.

Già, perchè il capo pensa a tutti, ma chi pensa al capo?
Si potrebbe scrivere un’enciclopedia sull’argomento.

Forbes in questo articolo (link nei commenti) indica 6 strategie per ridurre la pressione dell’essere capo.

Conoscere se stessi, coltivare il #talento, semplicità, allinearsi tutti quanti in un’unica direzione, concentrarsi, programmare ogni giorno del tempo utile a riflettere e organizzare il futuro… insomma, di modi ce ne sono per ridurre al minimo il senso di pressione ma personalmente non credo che bastino le strategie e le soluzioni generiche. Non siamo macchine e di conseguenza abbiamo bisogno anche di cure, di spazi, di #mindfulness, di staccare, di sentire il supporto della nostra squadra… c’è in ognuno di noi un bisogno emotivo, se così vogliamo chiamarlo, che non è prescindibile.

Credo che conoscere se stessi significhi prima di tutto rispettarsi: sapere quando dire sì e quando invece dire no. Ma c’è dell’altro! C’è sempre dell’altro e con strumenti di analisi e personal energy management alla mano, conoscere se stessi prende uno slancio e una velocità senza precedenti, che non richiede anni di meditazione sul K2 e neanche essere bastonati senza pietà da un maestro cinese dalla barba bianca.

Un leader che conosce se stesso è destinato al successo. Uno che ignora se stesso, al fallimento o al sacrificio continuo. Se però, un leader che conosce se stesso, conosce anche a fondo i suoi dipendenti e collaboratori, allora il successo diventa generale e tutto prende vita nel modo più armonioso ed elettrizzante possibile: la squadra, l’azienda diventa una cosa sola e inizia a volare all’unisono come gli stormi di uccelli migratori.

Abbiamo gli strumenti per conoscere non solo noi stessi ma anche chi ci sta intorno. E allora usiamoli!

Basta con le resistenze, basta con la sensazione di essere lasciati da soli dalla squadra nel momento del bisogno, basta dover fare tutto da soli perchè sennò nessuno fa, basta litigi e basta strigliate quotidiane solo per ottenere il minimo.

Fare i #leader, i #manager o gli #imprenditori può tornare ad essere un piacere, dobbiamo trovare un modo perchè diventi divertente e entusiasmante. Dobbiamo!

Ti auguro ovviamente di trovare quel modo ma se non lo trovi e vuoi un consiglio, chiamami e vediamo cosa si può fare.

Al tuo successo!